giovedì 14 marzo 2013

Drammatica lettera degli arvaniti. Atene 13 marzo 2013

(di Vincenzino Ducas Angeli Vaccaro)


 Pubblico una drammatica lettera inviatami da alcuni amici arvaniti riguardo la anacronistica presa di posizione del governo greco nei confronti delle popolazioni di lingua albanese, nei territori dell’Attica, dell’Epiro, (Himara) e della Tracia. Sono stato pregato di non svelare l’identità del latore, in quanto possibile perseguitato dalla polizia e dai servizi segreti greci. Sarà, invece, mio precipuo compito rendere nota questa triste verità ai politici italiani ed europei e all’intera opinione pubblica.
(p.s. Arvaniti o Arberjsht = Albanesi di Grecia)
Pubblico la lettera così come mi è stata inviata.
Atene, 13 marzo 2013

I dashur vella Vincenzino,

Viviamo in uno stato di totale paura, dobbiamo evitare di dichiarare che siamo di origine albanese, eppure viviamo qui da oltre settecento anni. Dichiarare di essere Arvaniti e poter parlare la lingua che i nostri padri ci hanno tramandato può risultare come uno dei più efferati delitti.  Il governo Greco adotta vecchi sistemi di stampo dittatoriale e con la collaborazione degli “iron fist”, forze speciali, fra le quali non militano arvaniti,  incute terrore fra le nostre popolazioni.
Siamo oltre 2 milioni e mezzo di Arberisht (così amano definirsi gli albanesi di Grecia) purtroppo solo 400 mila hanno il coraggio di parlarlo nelle case, forse sono davvero gli eredi di Boçari.
La maggior parte dei parlanti si trovano nelle regioni dell’Attica, dell’Epiro (Ciamuria) e della Tracia. Chi osa parlare la nostra lingua, che i greci definiscono “di merda” viene pubblicamente castigato. Veniamo identificati dal governo greco come  Arvaniti  παλιοαρβανιτες, κολοβλαχοι, appellativi che non dovrebbero essere dati nemmeno ai cani.

E' difficile da spiegare cosa succede nel nostro paese, i dashure vella (amato fratello) Vincenzino, ma certo non è bello e non capisco perché l’Europa stia ferma con le mani in mano.. La polizia e i servizi secreti (bourikiri) bloccano sempre ogni nostra iniziativa culturale, teatrale, musicale, con l’intento di far sparire con questi metodi la nostra etnia.

Vedi, vella Vincenzino,  che succede in Atene e in Himara con disumanità cercano “ellenizzare” ogni albanesità  accennando alla “purezza greca”. Come mai la Comunità Europea non interviene?
Eppure noi crediamo che gli Europarlamentari sappiano come veniamo trattati. Perché dovremmo credere in una Europa civile quando veniamo derisi e derubati della nostra identità culturale, della nostra lingua e di tutto ciò che abbiamo ereditato dai nostri padri?
Perché essere trattati in questo modo essendo anche noi cittadini della così detta Europa Civile?

Ti prego, i dashur vella Vincenzino, tu che hai la fortuna di vivere in uno dei paesi più civili al mondo, sii portavoce della nostra sciagura in terra greca. Te lo chiedo per il legame di sangue che ci accomuna: na jemi arberjsht.

Spero di essero chiaro con la mia testimonia.










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