domenica 29 agosto 2021

Stessa lingua, ma storie genetiche differenti per gli Arbëreshë di Calabria e Sicilia

 

 

di Roberto C. Sonaglia



Un pool di studiosi di antropologia, biologia e genetica, appartenenti a varie università italiane, ha analizzato con tecniche avanzate l’evoluzione del cromosoma Y presso alcune comunità albanesi “autoctone” in Calabria e Sicilia. Questo tipo di popolazioni minoritarie, caratterizzate da una parlata nettamente distinta da quelle che lo circondano – e quindi, si suppone, con una minor facilità di rapporti con i vicini – si prestano a studi che sovrappongano la linguistica all’indagine genetica per verificarne la coincidenza.
Nel caso degli arbereshe, poi, è ben documentato anche l’aspetto storico-demografico: il grosso della migrazione dall’Albania è avvenuto tra il XV e il XVI secolo, per sfuggire all’invasione ottomana dei Balcani. I migranti, però, solo in parte sono arrivati direttamente dalla regione meridionale, la Toskeria: altri hanno sostato per periodi più o meno lunghi nel Peloponneso e in Epiro prima di trasferirsi nell’Italia del sud.

Oggi gli Arbëreshë (distinti dagli shqiptar, gli albanesi della madrepatria) sono 90-100.00 e vivono in 7 Regioni, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Queste ultime sono le due comunità maggiori, quelle appunto studiate dai genetisti. Che hanno individuato storie genetiche diverse per i due gruppi, malgrado l’estrema omogeneità linguistica ed etnografica. In particolare, mentre la maggior parte delle comunità Arbëreshë calabresi sono strettamente legate ai popoli balcanici del loro luogo di provenienza, una parte minore di esse e quelle siciliane sembrano differenziarsene. Si può ipotizzare una maggiore mescolanza di queste ultime con la popolazione circostante? Forse, ma è anche possibile che i popoli della diaspora si fossero già differenziati prima di attraversare il mare.
Come osserva lo studio,  “i nostri risultati suggeriscono che i gruppi Arbëreshë considerati, nonostante le comuni origini nella penisola balcanica e le caratteristiche culturali comuni, possono essere stati generati da due processi demografici paralleli ma indipendenti, derivanti da popolazioni originarie già differenziate. Uno di questi eventi ha forse portato alla formazione dell’attuale comunità insediata nelle aree calabresi del Massiccio del Pollino e della Valle del Crati. L’altro riguarda gli Arbëreshë siciliani, ma coinvolgendo anche parte degli insediamenti calabresi dell’area sud-occidentale del Pollino”.
I due popoli “fondatori” potrebbero essere già partiti dai Balcani diversi in origine; oppure i due possono aver avuto maggiori commistioni con i nativi o – considerata la presenza, messa in luce dalla ricerca, di caratteri genetici propri dei greci – aver subìto influenze durante la tappa intermedia in Epiro e Peloponneso.

 

1)       Stefania Sarno, Sergio Tofanelli, Sara De Fanti, Andrea Quagliariello, Eugenio Bortolini, Gianmarco Ferri, Paolo Anagnostou, Francesca Brisighelli, Cristian Capelli, Giuseppe Tagarelli, Luca Sineo, Donata Luiselli, Alessio Boattini, Davide Pettener, Shared language, diverging genetic histories: high-resolution analysis of Y-chromosome variability in Calabrian and Sicilian Arbereshe, “European Journal of Human Genetics”, 2015.

2)       www.rivistaetnie.com