lunedì 13 maggio 2013

I Paesi Arbereshe visti da Vincenzo Padula ( 1872)


I PAESI ARBËRESHË


visti da V. Padula

(Da "Calabria prima e dopo l'unità d'Italia" di V. Padula - 1872)


Acquaformosa
Castroregio Cavallerizzo Civita
Falconara Albanese Firmo Frascineto e Porcile Mongrassano
Rota Greca S. Basile S. Benedetto Ullano S. Caterina Albanese
San Cosmo S.Giacomo San Giorgio S.Lorenzo del Vallo
S. Martino S.Sofia S. Demetrio Spezzano -Vaccarizzo





Lungro. Origine. Al 1500 i casali di Lungro ed Altomonte furono devastati dalle guerre del tempo, e vi furono accolti gli Albanesi. Dopo il 1525 il monastero passò in commenda. I Longresi credono Lungro capitale della nazione albanese.

Matrimoni. Lo sposo esce col coltello, incontra la sposa, e se la porta a casa.

Ingiuria. Ladri. Quando giocano alle carte, si domandano: " Giochiamo da ladri, o da galantuomini?"». E si vantano di essere traffichini!

Costumi. Anche con la barba e la mosca, all'italiana.

Lusso. Ma tutti vestono da galantuomini.




Acquaformosa. Origine. Ogerio, conte di Bragallo, al 1145 fondava il monastero cisterciense di S. Maria di S. Leuceo (Ughelli, tomo 9). In appresso si chiamò S. Maria di Acquaformosa. -Il paese si chiamava Galatro. Se ne trova. menzione nel 1278 (ex registro regis Caroli primi signato in anno 1278, n. 79, litt. H, fol. 228, in cui si dice che il monastero possedea il casale di Galatro). E di nuovo se ne trova menzione nell'anno 1302 (ex registro regis Caroli secundi signato in anno 1302, litt. F, fol. 563, in cui si parla degli abitanti di Galatro, che, dispersi dalle guerre, tornano, finita la guerra, ad abitare il disabitato Galatro, e chieggono l'esenzione dell'imposta per 5 anni). - Al 1501 vi entrarono gli Albanesi, condotti da Pellegrino Capo, Giorgio Cortese e Martino Capparelli, e vi formano i loro pagliai nel luogo detto " L ' Arioso" .Ed ecco le condizioni: " Pagheremo per ogni pagliaio 45 grana all'anno, o 4 carlini e una giornata" (vale a dire che allora una giornata si pagava 5 grana!). " Pagheremo un grano a testa per ogni animale minuto, se son pochi, e la decima se sono molti, e grana10 per ogni vitello; una giornata per ogni paricchio di buoi, 7 grana e 1/2 per ogni tomolata di vigna, e una gallina ogni anno per fuoco; il decimo per terratico; 3 grana a testa per ogni danno recato dal grosso bestiame ed un grano se da minuto".

Sito. Tra Gruonnu e Galatro. Tolse nome da un convento di Cisterciensi sotto il titolo di S. Maria d'Acquabella. Questa badia fu fondata al 1197 da Ogerio e Basilia Vasta dei duchi di Spoleto.

Chiesa. Notabile architettura bizantina la badia di S. Maria.

Topografia. Passato il Galatro, si trova a nord Lungro, e sotto Firmo, e poi Altomonte, e sotto Firmo e Altomonte il vasto piano di Camerata, e poi il Firo che va nel Coscile; e qui termina la parte settentrionale del Vallo d'Esaro.



Castroregio. Camminando lungo il fiume Ferri, troviamo Castroregio, poi al di là del [ ...] troviamo Farneta.

Affluenti di Ferri. Lupo o Luppo, Magliardi, Masticosa, Paradiso. Afiluenti di Straface. Venere (perché le donne di Castroregio fànnovi il bucato, e vi si specchiano ignude); Romito detto così dalla Grotta del Romito.

Grotta. Del Romito: orridissima. -Un frate, dopo avere contaminato una fanciulla nel cruento peccato, vide uno spettro in bianca veste, che minacciavagli la vita. Pentitosi, i ritirò colà in penitenza.

Località. Lungo Straface: Cerviola e Casaletto. -Era qui un antico casale, che avea i dritti di asilo. Era nel '200. Vi sono ancora le macerie del fabbricato; e nell'unica tomba della chiesa di quel casale è una tomba, dove si crede essere un serpente con 7 teste, ed esce in certi dati momenti. Gli Albanesi dicono: " Ti possa mordere il serpente di Casaletto".

Fiumi. Ferri. Quando è nel punto di Giannangelo, vi è un punto chiamato Rivolta del Monaco. -Si dice: " Un rate francescano trova un dito di S. Francesco. Arrivato lì, gli sembra d'essere in mezzo all'acque, resta immobile più ore, e frati e preti di Oriolo andarono con la croce in processione, e scongiurando lo rivoltarono. Il dito si conserva qual reliquia in Oriolo".

Monti. Foresta e Tagliamano. -Dicesi che presso a questo monte, in Pian Senise, avessero combattuto due eserciti: l'alfiere dell'esercito fugge col vessillo; e li è raggiunto e gli si taglia la mano.

Acqua solfurea. Mirto, nella contrada Cerviola.

Fertilità. Il 6.

Anticaglie. Nel confine tra Cerviola e Cicchetta di Amendolara, il luogo chiamato in albanese Corza (piccola città), vicino al fiume Straface, si dice che fosse abitato da quei, che poi passarono in Castroregio.



Cavallerizzo. Nome. Ebbe il nome da un cavallerizzo del Principe di Bisignano.

Fontane. Noce e Lacerata.

Ingiuria. Latrunyra (ladroni).

Religione. Al colle S. Elia si va per ottenere la pioggia, e subito s'ottiene. -I Romani aveano il lapis manalis. Si portava in processione, e Festo dice: "lnsequebatur pluvia statim; eumque qui aquas manaret, manalem lapidem dixere".



Civita. Movendo contro corrente sulla sinistra del Raganello, tro- viàmo Civita, a poca distanza da Porcile e Frascineto. Sito. Alle falde delle diramazioni della montagna del- l'Afforcato. Fiume. Raganello, con ponte. ~-Grotta. Della Magara, nella Pietra del Demonio presso Cirnostaso. Forni. Privati. Camposanto. Esiste. Proietti. Si portano alla Madonna dell' Armi: Cereali. Pochi. Pascoli. Molti e buoni. Donne. Bellissime. Ingiuria. Càpituosti.



Falconara Albanese. Sito. Scosceso. I fondi raccomandansi con grossi muraglioni, e gli abitanti sono famosi minatori. In mezzo al paese è un conico sasso coverto fino alla cima di ellera e faggi, dove si ascende per scala di 150 gradini tagliati nel sasso. Su è la chiesa dell'Assunta, e ,vi è grande concorso, e grande illuminazione lungo la scala.

-È il solo paese che perdura nelle sue tradizioni.

- Civaie. Fagioli magnifici.

l Fiumi.

1) Fra Falconara e S. Lucido il Malpertuso, perché i ladri, al pari di Scirone, pigliavano i viandanti, e li por tavano nelle montagne.

2) Dal punto opposto, Javianu (o Schiaviano) che scende dalla montagna Cannevata tra Falconara e Fiumefreddo, ed ha per affluente un torrente, che anima i molini, e in 2 punti diversi chiamasi con voce albanese Laccat (spiaggia) ed Ureson (ponte).

Albanesi. Il dì 15 [...] 1461 Giorgio Scanderberg sbarcò in Trani per aiutare re Ferrante; ai 5 aprile del 1462 venne in Calabria, e saccheggiò varii luoghi. Già Alfonso era stato cura di difendere questo popolo da peste, fame e guerra, e d'ogni altro malo incontro; pregano anche alla maestà di Dio. figlio di Maria Vergine, principio e fine del mondo, Dio ed homo, re del cielo e della terra, sole e luce del mondo..., che per l'intercessione dei S. Apostoli Pietro e Paolo..., del nostro gran protettore S. Francesco di Paola..., del miracoloso B. Gaetano, del glorioso martire Sebastiano, del martello degli eretici S. Agostino, del miracoloso S. Rocco, che ci liberi da peste, fame e guerra, e da ogni altro mal'incontro... ».




Firmo. Origine. Nacque al 1456. Due casali divisi da un arco fanno Firmo. Firmo inferiore, edificato dagli Albanesi, fu dato in feudo ai Domenicani d'Altomonte. Venne poi da Costantinopoli un conte Alessio: portò una gamba di S. Crisostomo (che ora è nella chiesa della Consolazione in Altomonte); e Berardino Sanseverino gli die' la parte superiore di Firmo per edificarvi. Ma il conte era pezzente; e perciò al 1548 suo figlio Cesare die' principio a Firmo superiore.





Frascineto e Porcile.Origine. Quel che ora chiamasi Porcile chiamavasi una volta Frascineto, ed era villaggio nostro esistente fin dal 1264. E quel che chiamasi Frascineto diceasi una volta Casale di S. Pietro, o Casal Nuovo del Duca. Ma dopo il 1550 gli Albanesi di altro villaggio n presso, chiamato Casale al Monte, andarono ad unirsi col Casale di S. Pietro, e questo allora si .s Cfr. pp. 264 e 371. .." Compare, da quanto non ci vediamo! Vai via stasera? Hai mangiato? ,.. " No ,.. " Se avessi mangiato, saresti potuto venire da noi a bere un bicchiere di vino ,.. " Ho mangiato ,.. -Il resto non è decifrabile.chiamò Frascineto. Di questa istabilità degli Albanesi ne troviamo una ragione nel Marafioti (p. 17487, L. IV): « Non hanno case fabbricate, ma tugurii pastorali, e capanne. E dentro le capanne fosse profonde, dove ascondono porci, vitelli, pecore. Gagliarde le donne poco meno che gli uomini, e, colpa la vita faticosa dei campi, universalmente brutte. Era costume in questi anni passati che il padre del marito dormisse con la sposa la prima notte; ma non credo passasse tra loro alcun atto cattivò ...Non abitano in paese piano, ma dentro le montagne, ne fabbricano case per non stare soggetti ai Baroni. E se. per caso, nel territorio che abitano, il Signore volesse punto maltrattarli, danno fuoco ai tugurii, e vanno i ad abitare nelle terre d'altro Signore ».

-Frascineto e Porcile si accrebbero poi verso il 1601 (nel qual tempo scrivea il Marafioti) per la disabitazione di Casale Gaetano, che fu i smantellato, perché il suo fondatore (Bonifacio, vescovo di Cassano) lo avea fatto senza il regio assenso.




Mongrassano. I Tesori. Nella Scrolla grande o Bagullo. Olio. Idem che a Finita.

Ingiuria. Ladri, e tali son tutti, uomini e donne.

Pecore. Le nostre carbellise sono pecore pugliesi: han preso il nome da Carapelle, fiume di Ascoli (in Puglia), e van dette Carapellesi.

Origine. Gli Albanesi vi vennero dalla Puglia, chiamati da P. Antonio Sanseverino, sposo di Irene Castriota.

Medicina popolate. Terzana: camedrio (cerzuva); cataplasmi sui polsi di noce cattiva (scabiola), o pure mezzo guscio di noce con dentro l'insetto carpuridda (?) per 3 dì, sperando che l'acuto morso dell'insetto allontani la febbre.

Falegname. Carlini 4. Manovale. Grana 15.




Rota Greca. Questo paese col nome di S. Maria in Rota esisteva nel 1089, giacche il Papa con Bolla del 21 settembre confermava a Pietro abate della Cava il possesso dei monasteri di esso, e di S. Benedetto Ullano (v. De Meo all'anno 1089). Ora per distinguersi si è chiamato Greca, e veramente era tale. Monastero basiliano una volta, non potea essere che greco. Se ne conserva ancora la memoria, e nella quindicina dell' Assunta loro protettrice le donne cantano, senza capirla, la seguente strofa: To ka partene jera, jera la ritumene e Maria la chiriò sona sona laimene.

Ingiuria. Vozzulusi.

Geologia. Grotte naturali nel vigneto Cometo, ora atterrate, che presentavano un grande buco.

Tesori. Nelle Pietre janche, in contrarla Migliano.

Case. Tutte di creta, e in parte di felce; ma in quest'ultimi anni il paese, arricchitosi colle vigne (esenti da crittogame), ha migliorato le abitazioni.

Moralità. Grande. Olive. Le apprezzano a macine; per ciascuna 3 li tre e 1/4. -La litra è 48 once.

Matrimonio. Li è l'affidamientu 'ncannistru, ossia lo sponsale in casa del parroco, a cui si porta la gallina; poi si va dal sindaco, e poi dal parroco in chiesa.




S. Basile. Origine. Era un monastero basiliano, che adorava Maria sotto il titolo di Craterete « della misericordia »). Il cenobio fu soppresso, e nel 1468 le rendite furono date al vescovo di Cassano, che vi situò gli Albanesi, i quali ripristinarono il culto della Craterete.

Grotta. Grotta Biglieti, cioè grotta dell'api naturali.

Quartieri. Bigliasciat, ossia « Belle lasciate », dove son costrette ad andare le donne di malaffare. È quartiere fuori il paese.

Sassone. Tra Morano e S. Basile; vi è attorno un resto di muraglia, alto talora 20 palmi con 2 porte. Dalla prima porta alla seconda murazzi lunghi 352 passi; poi 113 passi senza muri; poi altri muri di 382 passi. -Dall'altro braccio della porta altri 390 passi di muri. In mezzo a queste ruine una rupe, nella cui cima una buca perpendicolare dell'altezza d'uomo; vi scendi, e a destra e a manca trovi lunghi andirivieni. È l'antro di Donna Ersilia. -Al di qua del Ponte Virtù l'ampia landa di S. Antuono, paludosa e malsana, celebre per la fiera di ottobre.

Ingiuria ai Cassanesi. Quacquanigli . -Sono vanitosi, e debbono fare la quacciata, che consiste di andare nei paesi vicini a cavallo, e con speroni; anche gli artisti non vanno mai a piedi, e non sopra asini.

Puttane. Le case piccole in Cassano: i casali hanno pure le puttane.

Ingiuria. Succidi, ed avari. -« Cumpa', a quantu tiempu nun ci simu visti! Ti ni vaisi stasira? Haisi mangiatu? ». « No ». « Si aviasi mangiatu, veniasi da nui a ti viveri nu bicchieru e vinù ». « Ho mangiatu ».

Archeologia. II Furricinto è o Aracinto o Rerecinto. -Vi era il culto della turrita Berecinzia; e Castrovillari l'ha serbato sotto il nome di Madonna del Castello, benché i suoi preti non imitano Ati, che si castrò.



S. Benedetto Ullano. Archeologia. Ullano, paese antichissimo, esisteva ancora al 1105, e n'era contessa la signora Rocca, figlia di Drogone normanno conte di Montalto, e si legge di lei una donazione ad una chiesa di cui Guidelmo era arciprete. Le sue rovine ora si vedono nel luogo detto Ullano in quel di Montalto. Bella valle irrigata dal Cocchiano, che affluisce nella Meschia. Lì si vede un monticello a pane di zucchero con sopra le rovine d'un castello. -S. Benedetto fu badia fondata dai Normanni al 1099 dal conte Guglielmo. E cresciuta la popolazione con la venuta degli Albanesi, si passò il fiume Marri, e al 1580 si fondò il villaggio di Macri.

Fichi. In commercio richiesti quei di Cosenza, Sartano, Torano, Luzzi e Rose.

Tavole di castagno. Un palmo di castagno s'intende così: una tavola lunga 8 palmi, larga un palmo e grossa un'oncia. Il tavolone idem; ma 2 once e 1/2 di grossezza. Quella a 18 grana al palmo, questo da 30 a 36.

Noci. Molte nel distretto di Castrovillari.



S. Caterina Albanese. Nome. Chiamasi pure Pizzileo: sotto un monte che finisce a punta, detto Pizzo. Ha per rione Ioggi.

Origine. Gli Albanesi fermaronsi nella contrada Prato, presso Follone e Malosa, appo la badia cisterciense di S. Maria la Matina. I monaci fottono le donne: i mariti, per accertarsene, si travestono da lavandaie, e vanno al fiume. Conoscono vero il fatto, e battono i monaci. Quindi parte va in Plataci, parte in Rizzileo, pertinente al Conte di Saponara. E furono 8 famiglie: Ciappoggo, Vaglisco, Raico, Toscano, Calagno, Venera, Nocito e Cianni. -Il paese prese a costruirsi nella contrada S. Margherita; ma la distanza dell'acque e le formiche gli fecero mutar luogo.

Prodotti. Fichi, e seta organzina.

Filatrici. Fanno canestri, panieri, corbelli, di varie ed eleganti forme, e ne provvedono i paesi vicini.

Tessitore. Magnifiche tele di ginestra.

Mulattieri. Molti: portano il sale da Lungro a Belvedere.

Donne. Brutte.

Superstizioni. Credono ad alcuni genii: Dhrekezh -Dreschiesa (benefico); Cliscendra (maligno).

Usi albanesi. Notabile la vlamia, o fratellanza.

Rito. Fu sempre latino.

Ingiuria. Un celebre antico scioccone, detto Andrea, ha fatto che gli abiltanti si chiamino Ciotli-Ndree.



S. Cosmo. Sito. Distante 2 da Vaccarizzo e 4 chilometri da S. Giorgio è S. Cosmo.

Nome e origine. Questo paese si chiamava S. Cosmo e e Damiano, e già esistea al 1089.

Medicina popolare. Fettuccia rossa attaccata alla parte, quando si fendono (si scannarozzano) le ali del naso, il tenerume dell'orecchio, e le dita delle mani e piedi.





S. Giacomo. Origine. Colonia albanese al 1534. Il rito si latinizzò al 1600, perché i preti greci doveano ire ad istruirsi fino aCorfù.

Sito. A pie' d'un 'colle, detto Colle dei muli (Raxxi muscave ), tutto coperto di secolari castagni. Sito ameno.
Venti. Ovest, ovest-sud.
Paese. Diviso da un vallone (pyrroi).
Tesori. Nella cima del monte S. Elia. Forse vi si adorava i Hλιоς (il Sole)?
Religione. Alle falde del monte S. Elia si osservano tuttavia i ruderi d'antica cappella di S. Giacomo, che ha dato il nome al paese. I paesani ed i Toranesi vi fanno processioni in tempo di siccità, e se ne ritornano bagnati fino alle ossa, per osservazione costante.
Fiume. Sulla destra di Finita è la contrada Guri Lucias (pietra di Lucia). -Lucia era una bella forese, tornava con sue legna dalla montagna. Stanca siede sopra un grosso macigno; ed ecco cade freddata per una palla tiratagli dal lato opposto della valle, davanti la casa Pinnolo di S. Martino, dal famoso brigante Alberto Pinnolo per una scommessa s'egli a quella distanza di 700 metri potesse colpire con semplice palla la donna fermata in mezzo la via delle Destre. Ciò avvenne un 150 [anni] addietro.
Tessitore. Non si fa divario di materia. Per ogni braccio di 8 segni, grana 2; di 10, grana 3 .
Mugnai. Hanno dal padrone da un tomolo ad uno e 1/2 al mese
Grotta. Una sola n'esiste nella contrada Pianette {Chianieglie): ricovero di ladri.
Albanesi. Quando vennero non aveano altro che la giuffrea, la jattagania, e la maxèra (fucile, spada e scimitarra): erano ladri. I suoi motti sono: « Gny xiry dissert » ( « una volta si muore » ); « My byccin veglia, veglia » ( « mi facciano fette a fette! » ).
Stato del paese. Il denaro del Borbone vi è piovuto; e ora vi sono 4 fìlatoi di seta, e mercanti! Lo stesso è avvenuto in S. Marco.
Ingiuria. Zaricchiari, e cazzidiary ( tignosi).





S. Giorgio (alb.: « Buseia »). Dopo Malbrancato è S. Giorgio. -Malbrancato scende da quello d'Acri, e Vaccarizzo, e dee dirsi Malbrantato. Nellafoce si chiama Vrica russa, e forma grandi pantani.
Nome. Se incontri un S. Giorgese, e gli chiedi: « 'Ncaiè ti (onde sei)? », ti risponde: « Buseiat ».
Albanesi. Vi vennero al 1470, e bene accolti nella diocesi di Rossano, dov'il rito era greco, si divisero nelle colonie di
Macchia, Vaccarizzo, S. Cosmo, S. Giorgio, Spezzano, e S. Lorenzo. Il tremuoto del 1456 gli avea favorito: trovarono
casali disabitati e bisognosi di braccia. Odiarono i principi secolari, e vollero situarsi nei feudi delle Badie e delle
Commende.





S. Lorenzo del Vallo. Sito. Stupendo: dove l'Esaro si appressa al Crati, ricco di tutti i suoi affluenti, Fellone a destra, e Gruonnu a sinistra. - È più alto di Spezzano: è un altipiano magnifico.
Tesori. Cerze di Giliberto.
Ingiuria. Repanusi (traditori e vendicativi, perché lì s'ammazza, e non s'appura niente), e granavuottuli (cioè crocaciari).
Venti. Scirocco.
Contrade. Pischera (dove la malaria ti pisca ) è coverta da [...], e vi è il concio; i Vote (pascolo).
Fontana. Canalicchiu. Ottima perché sorge dall'arena. - Santu Larienzu miu, duvi ti lassu, / cchù voti mi tornai du
Canalicchiu
. "
Bagni. Da luglio in poi a bere l'acqua solfurea. Donnine in mezzo le strade. Scapucchiuni di Spezzano e S. Lorenzo
vanno a fottervi. È acqua purgativa. Vi vengono mulattieri di Lungro, che caricano barili, e vanno a venderli. È acqua comunale, ad un mezzo miglio, e a 200 metri dal ponte d'Esaro, nella masseria De Rosis.
Magare. Sono celebri.
Origine. Era paese albanese.





S. Martino. Origine e nome. Si chiamava S. Martino du Cuppolato. Ed esisteva al 1089, giacche il Papa con Bolla del 21 settembre ne conferma il possesso dei monasteri a Pietro abate della Cava (v. De Meo, all'anno 1089). E la contrada Coppulata, che gli albanesi di S. Giacomo dicono Coppulatat, esiste nell'agro di questo paese, ed i nativi credono che sia cognome di antica famiglia albanese nobile estinta! - Il paese primitivo era quella parte che dicesi il Borgo (Vurgu) e ch'è diviso dal resto del paese dal torrente Pyrroi i Vurgut.
Fontane. Ottime. -Notabili fuori paese: 1) Croi i Syrave, la « fonte delle mosche», le cui acque vanno ad unirsi al Finita; 2) Croi Bagnoce, la « fonte del bagnarsi », perche le fanciulle, nella vigilia delle nozze, si faceano recare
in casa molta copia di quell'acqua: il trasporto dell'acqua, e l'assistenza al bagno era esclusivamente dovuto alle vergini amiche, e quasi sorelle (mottrymat); 3) Croi Giuàn, la « fonte di Giovanni », frate che predicando di quaresima in S. Martino, ed aiutando il clero nell'amministrazione dei Sacramenti, e molesstndo una giovinetta, i costei fratelli lo chiamarono di notte col pretesto d'assistere un infermo, e presso questa fontana lo castrarono; 4) Croi i puttyriy, la « fonte della puttana »: dove un fratello uccidea una sua sorella sorpresa colà in atto di fottersi.
Archeologia. Il tempio di Ippolate dovea essere sul prossimo monte Rachi i gursijve, cioè « monte delle pietruzze ». Il
culmine è tutto di pietre, e vi si credono tesori. -S. Maria delle Grotte, ridente villaggio a sud-est di S. Martino, detto
così da due grotte naturali, credute abitazioni delle streghe, e vi si credono tesori.
Creta. Copiosa. Vi si fanno mattoni e tegole.
Liquirizia. Vi vanno le così dette Squatre, composte da 6 a 10 Casalini, che la comprano a corpo, e non a misura, e la vendono per loro conto a Guzzolini.
Bifolco. 12 ducati e trattamento; o 18, un tomolo di cereali, un rotolo di sale, 48 once di olio e legumi.
Mulattiere. 2 carlini e 4 mangiari al di, o 4 carlini alla scarsa.
Pecore. Il massaro non ha altro di più che l'ozio.
Vaccari. Non esistono.
Forni. Privati.
Trappetaro. 1/4 di rotolo per ogni macina. Lo stesso all'aiutante, lo stesso alla bestia, lo stesso al padrone. Ad ogni
macina il mangiare.
Mugnaio. Per ogni sacco 1/10.
Trattore. Ottime. .
Armaiuoli. Vi sono.
Bisogni del paese. Strade e fontane. Una stazione di Carabinierj realmente reali, una corte marziale, alquante forche, ed alquante ghigliottine. j




S. Sofia. Sito. Poi, su verso i monti, a 16 [chilometri] da S. Giorgio, da Vaccarizzo, e a 14 da S. Cosmo è S. Sofia d'Epiro.
Origine. Era esistente al 1303.
Medicina popolare. I carboncelli. -Al 1846 Alessio Rovitti di Cerchiara li medicava felicemente, scarnificando la
pustola, poi ponendovi sopra una sua polvere anticancrenosa, poi un piumacciolo intriso nella chiara, e dopo 6 ore un cata-plasmo freddo di malva. Medicature ogni 12 ore. Dopo 3 dì, qualora la durezza cessava, attivava la ferita con l'unguento cedrino mercuriale, cadeva l'escara, e la piaga si curava col cerato di Galeno. Serbò il secreto della sua polvere.
Accademia Cosentina. lnstituita dal Parrasio al 1554, si chiamò dei Costanti in onore dell'arcivescovo Giovanni Costanzo. Poi cadde, e al 15 febbraio 1756 s'istituì quella dei Pescatori Cratilidi dall'abate Gaetano Greco. A costui, morto il 1764 , segui qual principe il Gagliardi, i cui dialoghi furono pubblicati dal Salfi, che n'era proprietario. Al 1794, presedendo Cesare Gua:rasci, si sospese. Si riapri al 1811 sotto l'intendente Galdi col nome d'Istituto Cosentino, e ne fu presidente il barone Mollo, e segretario perpetuo Michele Bombini. Ritornato Ferdinando I, l' Accademia si riapri al 22 febbraio 1818 sotto la primiera denominazione d'Accademia Cosentina. Al 1837, sotto Ferdinando II, l'Accademia riprese più vigore; e ne fu segretario Luigi Greco, che successe al Bombini fatto arcivescovo.




S. Demetrio Corone e Macchia. Seminarii. Clemente XII nel 21 luglio 1731 destinò suo legato alla fondazione del seminario italo-greco in S. Benedetto Giuseppe Catalano di Paola, dotto gesuita.




Spezzano Albanese. Grotta. Di Malconsiglio nella contrada Polinara, dove, chiamato 3 volte, il Diavolo risponde.
Cotone. Poco; ma le terre sono idonee.
Lupi. Scendono da monte Pellegrino, passano per Fidulo e si gittano nelle marine.
Bracciante. Di està grana 30, di verno 25, se paesani; se forastieri, da 20 a 25. Pigri, la notte rubano liquerizia, e
perciò non lavorano. E son pochi.
Melloni. Il terreno si dà per granone; il fittuario poi ci mette i melloni. .
Stoviglie. Si pigliano in Terranova, S. Lorenzo e Rogiano.
Patate. Non si conoscono, e 'l riso non si fa più.
Vesti. Non usano zampitte.
Pezzenti. Non ve ne sono.
Religione. In Spezzano la festa principale è il martedì dopo Pasqua: la Madonna delle Grazie. Ogni donna si vende
l'anima, per andare vestita di gallone. La sera falò, e attorno attorno si canta la scioca. Vi si fa una fiera di pecore, e pignate.
Briachi. E dicono vantandosi: « Ho fatto na pirucca di la Madonna ».
Matrimoni. Gli sposi si dividono il mostacciuolo: l'uomo tira con una mano. la donna con due.
 
Fonte: www.ungra.it



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